Nido del Martin aps è un'associazione ambientalista dedicata alla valorizzazione dell'agriparco delle 100 pertiche a Mortara (PV)
Nido del Martin / Agriparco Cento Pertiche
Le caratteristiche dell'area
L'Area delle Cento Pertiche è compresa nel Comune di Mortara (PV), delimitata dal Subdiramatore Destro Mortara, dalla Strada delle Frazioni Orientali, dalla statale Mortara–Vigevano e dalla provinciale Mortara–Pavia. Un territorio a portata di bicicletta o di una camminata dal centro cittadino, che comprende le frazioni dei Molini di Faenza, della Cattanea, dei Casoni dei Peri e della Guallina.
L'Area custodisce una morfologia sorprendentemente varia: dorsali, terrazzamenti e avvallamenti che testimoniano l'antico assetto del territorio prima dei grandi livellamenti legati alla risicoltura. In alcuni appezzamenti sopravvive ancora l'antico piano di campagna, sopraelevato di oltre un metro rispetto ai terreni circostanti — piccole oasi spontanee che oggi offrono rifugio alla fauna selvatica.
La parte settentrionale e centro-orientale dell'Area è quella dal profilo più marcato e suggestivo: qui si riconoscono l'avvallamento della Roggia Biraga, la dorsale dei Boschi Vecchi, la depressione della Cattanea, il terrazzo della Cascina delle Cento Pertiche e le scarpate che accompagnano il corso della Biraga verso valle.
Sono i corsi d'acqua a rappresentare il cuore paesaggistico dell'Agriparco. Rogge e cavi — la Biraga (o Biraghetta), il Cavo Bea con i suoi affluenti (Acqualunga, Filippone, Burio di San Giorgio, Fossalone, Cavo della Macchina), il Cavo Magnaghi e la Fontana Biscaldi — attraversano l'area disegnando un reticolo idrografico quasi interamente frutto del lavoro dell'uomo, ma oggi profondamente integrato nel paesaggio.
Lungo queste acque si incontrano manufatti di notevole valore storico ed estetico: ponti in cotto, ponti-canale, paratoie e partitori, come l'iconica paratoia del Sussidio del Cavo Bea lungo la Strada delle Cento Pertiche o il salto d'acqua che un tempo muoveva la ruota del Mulino di Faenza, ancora oggi esistente.
La vegetazione arborea spontanea — filari, incolti lungo le sponde dei cavi, boschetti nati su appezzamenti sfuggiti ai riaccorpamenti agricoli — è ciò che più distingue questo territorio dal paesaggio agrario circostante. Alberi isolati di grande valore, come i rari gelsi della Strada Vecchia di Mortara dei Casoni di Sant'Albino, punteggiano la campagna insieme a piccoli gruppi e allineamenti che, pur duramente colpiti dall'uragano del 2023, continuano a caratterizzare e vivacizzare il paesaggio.

